GENESI · CAPITOLO 27

Genesi 27 - Testo biblico

Genesi 27 nella traduzione italiana di Daniele Salamone. Seleziona il numero di un versetto per aprire la sua pagina permanente e gli approfondimenti disponibili.

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Versetti del capitolo 27

  1. 1 E avvenne che, poiché Isacco divenne vecchio e la sua vista si era appannata, egli chiamò Esaù, suo figlio maggiore, dicendogli: «Figlio mio!», ed egli rispose: «Eccomi!».
  2. 2 E disse: «Ecco, adesso sono un vecchio, ma non conosco il giorno della mia morte;
  3. 3 perciò adesso, per favore, alza i tuoi attrezzi: la tua faretra e il tuo arco. Esci nel campo e caccia per me della cacciagione,
  4. 4 mi preparerai delle buone pietanze per come piacciono a me, poi portala a me, la mangerò, dopodiché potrò presentare la benedizione per te con la mia anima, prima che io muoia».
  5. 5 E mentre Isacco parlava a Esaù, suo figlio, Rebecca ascoltava; perciò Esaù andò nel campo per cacciare la selvaggina per poi portarla a suo padre.
  6. 6 E Rebecca disse a Giacobbe, suo figlio: «Ecco, ho udito tuo padre mentre parlava con Esaù, tuo fratello, e gli ha detto:
  7. 7 “Portami della cacciagione e preparami delle buone pietanze, ne mangerò e poi ti benedirò alla presenza di YHWH prima che io muoia”.
  8. 8 Adesso, figlio mio, obbedisci tu alla mia voce per quello che io ti comando:
  9. 9 va’, ora, presso il gregge e prendimi da là due buoni capretti, e li preparerò gustosi per tuo padre, come piacciono a lui.
  10. 10 Poi li porterai a tuo padre, ne mangerà, e produrrà la tua benedizione prima che egli muoia».
  11. 11 E disse Giacobbe a Rebecca, sua madre: «Ebbene, Esaù, mio fratello, è un uomo peloso, mentre io sono un uomo di pelle liscia!
  12. 12 Forse mio padre vorrà palparmi, divenendo così ai suoi occhi come uno che vuole prendersi gioco di lui. Così attirerò su di me la maledizione anziché la benedizione!».
  13. 13 E sua madre gli rispose: «Ricada su di me la tua maledizione, figlio mio! Dunque, obbedisci alla mia voce e va’ a prendere per me i capretti».
  14. 14 Quindi andò, li prese e li portò a sua madre. Sua madre li preparò squisiti come piacciono a suo padre.
  15. 15 Poi Rebecca prese i vestiti preziosi di Esaù, suo figlio maggiore, che aveva con sé in casa, e vestì Giacobbe, suo figlio minore,
  16. 16 e con le pellicce dei capretti coprì sia le sue mani che il suo collo dove la pelle è liscia.
  17. 17 Poi consegnò in mano di Giacobbe, suo figlio, i cibi gustosi che aveva preparato, insieme al pane.
  18. 18 E andò da suo padre, dicendo: «Padre mio!» ed egli rispose: «Eccomi! Chi sei tu, figlio mio?».
  19. 19 E Giacobbe rispose a suo padre: «Io, Esaù è il tuo primogenito! Ho fatto per come hai detto. Ora alzati, stai seduto e mangia la mia selvaggina, poi la tua anima mi benedirà».
  20. 20 E Isacco disse a suo figlio: «Come hai fatto a trovarla così velocemente, figlio mio?», e ha risposto: «Perché YHWH, il tuo Dio, lo ha permesso facendomela trovare davanti».
  21. 21 E Isacco disse a Giacobbe: «Avvicinati, per favore, e lascia che ti palpi, figlio mio, per constatare se sei tu questo figlio, Esaù, che dici di essere, oppure no».
  22. 22 Perciò Giacobbe si avvicinò a Isacco, suo padre, e palpandolo ha detto: «Eppure la voce è la voce di Giacobbe, ma le mani sono quelle di Esaù!».
  23. 23 E non lo riconobbe, perché le sue mani erano pelose come le mani di Esaù, suo fratello. Poi lo benedisse.
  24. 24 Poi ha aggiunto: «Tu sei proprio mio figlio Esaù!», e ha detto: «Io».
  25. 25 Ed egli disse: «Porgimi da mangiare dalla selvaggina, figlio mio, in modo che la mia anima possa benedirti». E gliene porse, mangiò, gli versò del vino e bevve.
  26. 26 E Isacco, suo padre, gli ha detto: «Adesso avvicinati e dammi un bacio, figlio mio!».
  27. 27 Ed egli si avvicinò, lo baciò, fece un grande respiro e sentì l’odore dei suoi vestiti. Poi lo benedisse, dicendo: «Molto bene! L’odore di mio figlio è come l’odore del campo che YHWH ha benedetto!
  28. 28 Che Dio possa darti dalla rugiada dei cieli e dalla fertilità della terra, abbondanza di frumento e freschezza di vino nuovo!
  29. 29 Le nazioni ti serviranno e i popoli si inchineranno a te. Sii padrone per i tuoi fratelli, si inchinino a te i figli di tua madre! Chi ti maledice sarà maledetto e chi ti benedice sarà benedetto!».
  30. 30 E avvenne che, come Isacco ebbe finito di benedire Giacobbe e quando Giacobbe uscì velocemente dalla presenza di Isacco, suo padre, Esaù suo fratello fece ritorno dalla battuta di caccia.
  31. 31 Poi anche lui preparò delle pietanze portandole a suo padre. E ha detto a suo padre: «Si alzi mio padre e mangi dalla selvaggina di suo figlio, affinché la tua anima produca la mia benedizione!».
  32. 32 E Isacco, suo padre, gli chiese: «Chi sei tu?». E ha risposto: «Io, tuo figlio, il tuo primogenito, Esaù!».
  33. 33 Allora Isacco fu scosso da un grandissimo tremore e chiese: «E allora chi è stato colui che ha cacciato la cacciagione, portandomela? Io l’ho mangiata tutta prima che tu venissi e l’ho benedetto! E benedetto sarà!».
  34. 34 Come Esaù udì le parole di suo padre, urlò amaramente in forti grida, dicendo a suo padre: «Benedici anche me, padre mio!».
  35. 35 Ed egli ha detto: «Tuo fratello è venuto con uno stratagemma prendendosi la tua benedizione!».
  36. 36 Allora ha chiesto: «Forse perché si chiama con il nome “Giacobbe” che mi ha soppiantato per ben due volte? Prima si è preso la mia primogenitura; ecco, adesso si è preso pure la mia benedizione!» Poi aggiunse: «Non hai forse riservato per me una benedizione?».
  37. 37 E Isacco rispose dicendo a Esaù: «Ebbene, ormai l’ho stabilito padrone di te e di tutti i suoi fratelli. Gli ho dato servi, frumento e freschezza di vino nuovo. Perciò, cos’altro potrò fare per te, figlio mio?».
  38. 38 E Esaù chiese a suo padre: «Hai una sola benedizione, padre mio? Benedici anche me, padre mio!», poi Esaù alzò la sua voce e pianse.
  39. 39 Perciò Isacco, suo padre, dichiarò dicendogli: «Ecco, la tua sede sarà dal luogo grasso della terra e dalla rugiada dall’alto dei cieli.
  40. 40 Vivrai sulla tua spada e servirai tuo fratello. Ma avverrà che quando vagherai spezzerai il suo giogo da sopra il tuo collo».
  41. 41 Poi Esaù divenne ostile nei riguardi di Giacobbe circa la benedizione con cui suo padre lo aveva benedetto. Poi Esaù disse in cuor suo: «I giorni di lutto di mio padre si avvicinano; perciò ucciderò Giacobbe, mio fratello!».
  42. 42 E a Rebecca furono riferite le parole di Esaù, suo figlio maggiore, quindi mandò a chiamare Giacobbe, suo figlio minore, dicendogli: «Ecco, tuo fratello Esaù vuole vendetta per te, per ucciderti!
  43. 43 Ora, figlio mio, obbedisci alla mia voce: alzati, scappa per te da Labano, mio fratello, a Caran.
  44. 44 Resta da lui per un po’ di tempo, finché non sarà passata la furia di tuo fratello,
  45. 45 finché si sia calmata la collera di tuo fratello per te e si sarà dimenticato ciò che gli hai fatto. Poi manderò a prenderti da là. Perché dovrei perdere anche voi due in un sol giorno?».
  46. 46 Poi Rebecca disse a Isacco: «Sono disgustata in vita mia a causa delle figlie di Chet. Se Giacobbe prende moglie dalle figlie di Chet, come queste dalle figlie del paese, a che mi serve la vita?».