GENESI · CAPITOLO 32

Genesi 32 - Testo biblico

Genesi 32 nella traduzione italiana di Daniele Salamone. Seleziona il numero di un versetto per aprire la sua pagina permanente e gli approfondimenti disponibili.

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Versetti del capitolo 32

  1. 1 E Labano si alzò in mattinata presto, baciò i suoi figli e le sue figlie e li benedisse. Poi Labano andò via e se ne ritornò presso il suo luogo.
  2. 2 Intanto Giacobbe camminò per la sua strada e dei messaggeri di Dio gli andarono incontro.
  3. 3 E come Giacobbe li ebbe visti, disse: «Questo è l’accampamento dei giudici!». E il nome di quel luogo lo chiamò “Mahanaim”.
  4. 4 Perciò Giacobbe inviò dei messaggeri davanti a sé, verso Esaù suo fratello, in direzione del paese di Seir nel campo di Edom.
  5. 5 E ordinò loro, dicendo: «Così direte al mio signore, a Esaù: “Così ha detto il tuo servo Giacobbe: ho soggiornato presso Labano e ho indugiato fino ad ora;
  6. 6 possiedo toro, asino, gregge, servo, serva; e lo mando ad annunciare al mio signore per trovare grazia ai tuoi occhi!».
  7. 7 Poi i messaggeri ritornarono da Giacobbe, dicendogli: «Arrivammo da tuo fratello, presso Esaù; eccolo in cammino per incontrarti. Ha con sé 400 uomini».
  8. 8 E Giacobbe fu colto da gran timore e angoscia; perciò divise il popolo che era con lui, il gregge, la mandria ed i cammelli per due accampamenti.
  9. 9 Poi disse: «Se Esaù entrerà presso uno degli accampamenti e lo colpirà, l’accampamento rimanente potrà fuggire!».
  10. 10 Poi Giacobbe disse: «Dio di mio padre Abraamo, Dio di mio padre Isacco, YHWH, che mi dicesti: “Torna al tuo paese, dai tuoi parenti e io ti farò del bene e sarò insieme a te”.
  11. 11 Sono troppo piccolo per tutte queste benevolenze e verità che hai fatto al tuo servo, perché nel mio bastone ho attraversato questo, lo Giordano, mentre ora ho due accampamenti.
  12. 12 Strappami, ti prego, dalla mano di mio fratello, dalla mano di Esaù, perché ho paura di lui, affinché non entri e colpisca me e le madri sui figli.
  13. 13 Poi tu dicesti: “Ti farò certamente del bene e insieme a te farò diventare la tua discendenza come la sabbia del mare che non la si potrà contare talmente sarà numerosa”».
  14. 14 E alloggiò là quella notte, prendendo da ciò che aveva in mano sua una minchah per suo fratello Esaù:
  15. 15 200 capre e 20 capri, 200 pecore e 20 montoni,
  16. 16 30 cammelle allattanti i loro cuccioli, 40 vacche e una decina di tori, 20 asine e una decina di asinelli.
  17. 17 E li diede ai suoi servi, branco per branco, separatamente, e disse ai suoi servi: «Passate d’innanzi a me e lasciate uno spazio fra un branco e l’altro».
  18. 18 E ordinò al principale, dicendogli: «Quando Esaù, mio fratello, ti incontrerà e ti chiederà: “A chi appartieni? Dove vai? E a chi appartiene ciò che hai d’innanzi a te?”
  19. 19 e risponderai: “Al tuo servo, a Giacobbe; essa è un’offerta inviata al mio signore Esaù; ecco, egli stesso ci segue!”».
  20. 20 E diede l’ordine anche al secondo, al terzo e anche a tutti quelli che seguivano i branchi, dicendo: «Questa parola rivolgerete a Esaù, quando lo troverete,
  21. 21 e direte anche questa: “Ecco, il tuo servo Giacobbe è dietro di noi”»—perché diceva: «Lo placherò con l’offerta che mi precede, dopodiché mi presenterò d’innanzi a lui, forse accoglierà la mia presenza».
  22. 22 E l’offerta andò d’innanzi a lui, ed egli alloggiò in quella stessa notte nell’accampamento.
  23. 23 Poi egli si alzò in nottata, prese con sé due delle sue mogli e due delle sue serve, con i suoi undici bambini, e attraversò il passaggio dello Iabboc.
  24. 24 E li prese, li fece attraversare il torrente e fece passare anche i suoi averi.
  25. 25 Poi Giacobbe rimase in disparte e un uomo lottò con lui fino allo spuntar dell’aurora.
  26. 26 E quando egli si accorse che non poteva vincerlo, gli toccò l’articolazione del suo femore e l’articolazione del femore di Giacobbe fu slogata; mentre quello lottava con lui.
  27. 27 E disse: «Lasciami andare, perché spunta l’aurora», e rispose: «Non ti lascerò andare, se non quando mi avrai benedetto!».
  28. 28 E gli chiese: «Qual è il tuo nome?», e rispose: «Giacobbe!».
  29. 29 E disse: «Il tuo nome non sarà più detto “Giacobbe”, ma sarà “Israele”, dato che hai lottato insieme a Dio, e con gli uomini sei stato in grado di vincere!».
  30. 30 E Giacobbe chiese, dicendo: «Ti prego, svelami il tuo nome!», e rispose: «Perché chiedi questo riguardo al mio nome?». E benedisse lui là.
  31. 31 E Giacobbe chiamò il nome del luogo “Peniel” «perché [...]» disse «[...] ho visto Dio faccia a faccia e la mia vita fu salva!».
  32. 32 E il sole si levò per lui quand’ebbe attraversato Penuel; ed egli zoppicava dalla sua anca.
  33. 33 (Perciò i figli di Israele, fino a questo stesso giorno, non mangiano il nervo sciatico—che è sopra l’articolazione del femore—perché quell’uomo toccò l’articolazione del femore di Giacobbe, nel nervo sciatico).