GENESI · CAPITOLO 43
Genesi 43 - Testo biblico
Genesi 43 nella traduzione italiana di Daniele Salamone. Seleziona il numero di un versetto per aprire la sua pagina permanente e gli approfondimenti disponibili.
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Versetti del capitolo 43
- 1 E la carestia era pesante nel paese.
- 2 E avvenne che come ebbero finito di consumare il grano che avevano portato da Egitto, loro padre gli disse: «Ritornate ad acquistare grano, un po’ di cibo».
- 3 E Giuda rispose, dicendo: «L’uomo ci ammonì severamente dicendoci: “Non vedrete la mia faccia se vostro fratello non sarà con voi”.
- 4 Se sei disposto a mandare nostro fratello con noi, scenderemo e ti compreremo cibo;
- 5 ma se non sei disposto a mandarlo, noi non scenderemo perché l’uomo ci disse: “Non vedrete la mia faccia se vostro fratello non sarà con voi”».
- 6 E Israele disse: «Perché mi avete fatto questo male informando l’uomo riguardo al fatto che avete ancora un fratello?».
- 7 E risposero: «L’uomo ci ha interrogati insistentemente riguardo noi e alla nostra nascita, chiedendo: “Forse vostro padre è ancora vivo? Avete forse un altro fratello?”. E noi gli rispondemmo secondo queste parole. Potevamo mai sapere che ci avrebbe detto: “Fate scendere vostro fratello”?».
- 8 E Giuda rispose a Israele, suo padre: «Manda il ragazzo con me, ci alzeremo e andremo; così vivremo e non morremo né noi, né tu, né i nostri bambini!
- 9 Io sono il suo garante; lo reclamerai dalla mia mano se non lo riconduco né riporto alla tua presenza. Sarò peccatore nei tuoi confronti tutti i giorni.
- 10 Perché se non avessimo indugiato, a quest’ora saremmo già di ritorno per la seconda volta».
- 11 E Israele, loro padre, gli disse: «Se è così, allora fate questo: prendete dalla terra delle specialità e riponetele nei vostri recipienti, poi scendete per l’uomo una minchah: un po’ di balsamo, miele, spezia, mirra, pistacchi e mandorli.
- 12 E prendete in mano vostra il doppio dell’argento; l’argento che vi è stato rimesso nella bocca delle vostre sacche lo restituirete: forse si tratta di un errore.
- 13 Prendete vostro fratello e partite, tornate da quell’uomo.
- 14 Che El-Shadday possa darvi compassioni alla presenza dell’uomo, il che vi restituisca vostro fratello, l’altro e Beniamino. E per come fui privato dei miei figli, di mio figlio privato sarò!».
- 15 Perciò gli uomini si presero questa minchah, presero nelle loro mani il doppio dell’argento e Beniamino; poi partirono e scesero in Egitto, presentandosi d’innanzi a Giuseppe.
- 16 E come Giuseppe vide che Beniamino era con loro, disse a colui che è a capo di casa sua: «Fai entrare gli uomini in casa, macella il macellabile e preparalo, perché a mezzogiorno quegli uomini mangeranno insieme a me».
- 17 E l’uomo fece per come Giuseppe gli aveva ordinato: l’uomo fece entrare gli uomini in casa di Giuseppe.
- 18 Ma gli uomini si spaventarono perché venivano condotti nella casa di Giuseppe. E dissero: «Noi siamo stati condotti qui a motivo dell’argento che è stato rimesso nelle nostre sacche la prima volta. Egli si rotolerà sopra di noi, ci piomberà addosso e ci prenderà come schiavi insieme ai nostri asini».
- 19 E avvicinatisi all’uomo che era capo della casa di Giuseppe, gli parlarono dall’apertura di casa sua
- 20 e dissero: «Scusa, mio signore! Noi scendemmo già una prima volta per acquistare del cibo;
- 21 perciò avvenne che quando entrammo nella locanda di pernottamento, aprimmo le nostre sacche ed ecco che l’argento di ciascuno era nella bocca della propria sacca; il nostro argento nel suo peso, ma l’abbiamo riportato con noi in mano nostra.
- 22 Ma con noi abbiamo portato altro argento per acquistare cibo. Non sappiamo chi abbia messo il nostro argento proprio là nelle nostre sacche!».
- 23 Ed egli disse: «Pace a voi, non temete! È il vostro Dio, cioè il Dio di vostro padre che vi ha messo un tesoro nelle vostre sacche. Il vostro argento è già pervenuto a me». E condusse Simeone presso di loro.
- 24 Poi l’uomo fece entrare gli uomini in casa di Giuseppe, diede loro dell’acqua e si lavarono i piedi, poi diede del foraggio per i loro asini.
- 25 Così prepararono la minchah aspettando l’arrivo di Giuseppe, perché ascoltarono che avrebbero mangiato lì stesso del cibo a mezzogiorno.
- 26 Poi Giuseppe entrò in casa, essi gli presentarono la minchah che era nella loro mano e che avevano portato nella casa, e si inchinarono a lui fino a terra.
- 27 E chiese loro come stavano e disse: «Vostro padre, il vecchio di cui mi avete parlato, sta in pace? È ancora vivo?».
- 28 E risposero: «La pace è per il tuo servo, nostro padre. Egli vive ancora!». Poi si inchinarono e si prostrarono.
- 29 Poi egli, alzando il suo sguardo vide Beniamino, suo fratello, figlio di sua madre, e disse: «Che Dio ti sia propizio, figlio mio!».
- 30 E Giuseppe si affrettò, perché si era acceso nell’intimo suo riguardo suo fratello; cercò un luogo per piangere ed entrò nella sua camera per piangere, proprio là.
- 31 Poi si sciacquò la faccia, uscì e, facendosi forza, disse: «Portate il pasto!».
- 32 E portarono a lui del cibo a parte, del cibo a parte per loro e del cibo a parte per i Egiziani che mangiavano con lui; questo perché i Egiziani non possono mangiare cibo con gli Ebrei, perché per i Egiziani è cosa abominevole.
- 33 E di fronte a lui si sedettero dal primogenito, secondo la sua primogenitura, al più giovane secondo la sua piccolezza; e gli uomini si guardavano stupiti l’uno verso l’altro.
- 34 Poi fece portare delle porzioni che aveva davanti a sé, ma la porzione di Beniamino era cinque mani maggiore rispetto alle porzioni di tutti loro. Così bevvero e si ubriacarono insieme a lui.