GENESI · CAPITOLO 50
Genesi 50 - Testo biblico
Genesi 50 nella traduzione italiana di Daniele Salamone. Seleziona il numero di un versetto per aprire la sua pagina permanente e gli approfondimenti disponibili.
Traduzione © Daniele Salamone · Apri questo capitolo nel lettore interattivo
Versetti del capitolo 50
- 1 E Giuseppe si gettò sulla faccia di suo padre, pianse su di lui e lo baciò.
- 2 Poi Giuseppe ordinò ai medici, suoi servi, di imbalsamare suo padre; così i medici imbalsamarono Israele,
- 3 e trascorsero per lui quaranta giorni, perché tanti giorni occorrono per le imbalsamazioni; così i Egiziani lo piansero settanta giorni.
- 4 Quando i giorni del suo lutto passarono, Giuseppe parlò alla casa di Faraone, dicendo: «Per favore! Se ho trovato grazia ai vostri occhi, per favore, parlate alle orecchie di Faraone dicendo:
- 5 “Mio padre mi ha fatto giurare, dicendo: ‘Ecco, io sto per morire. Seppelliscimi nel mio sepolcro che ho scavato per me nel paese di Canaan. Mi seppellirai proprio là!’. Ora, ti prego, permetti che io salga e seppellisca mio padre, poi ritornerò”».
- 6 E Faraone disse: «Sali e seppellisci tuo padre com’egli ti ha fatto giurare».
- 7 E Giuseppe salì per seppellire suo padre e con lui salirono anche tutti i servi di Faraone, gli anziani della sua casa, tutti gli anziani del paese di Egitto,
- 8 tutta la casa di Giuseppe, i suoi fratelli e la casa di suo padre; lasciarono nella terra di Goscen solo i loro bambini, il loro gregge e la loro mandria.
- 9 E salirono insieme a lui anche carro e cavalieri; la carovana era assai imponente.
- 10 E una volta giunti fino all’Aia dell’Atad—che si trovava al di là dello Giordano—fecero un lamento molto grande e solenne. Poi egli fece un lutto di sette giorni per suo padre.
- 11 Quando gli abitanti del paese, i Cananei, osservarono il lutto nell’Aia dell’Atad, dissero: «Questo dev’essere stato un lutto pesante per Egitto!». E così il suo nome fu chiamato “Abel-Misraim”, che si trova al di là dello Giordano.
- 12 E i suoi figli fecero per lui esattamente come aveva ordinato loro:
- 13 i suoi figli lo trasportarono nel paese di Canaan e lo seppellirono nella cava del campo, cioè la cava di Makpelah, che Abraamo aveva acquistato con il campo, come proprietà sepolcrale, da Efron il Ittiti, che è di fronte a Mamre.
- 14 Poi Giuseppe, dopo aver seppellito suo padre, fece ritorno a Egitto, lui, i suoi fratelli e tutti quelli che erano saliti con lui per seppellire suo padre.
- 15 Quando i fratelli di Giuseppe videro che loro padre era morto, dissero: «Forse Giuseppe sarà ostile con noi, restituendoci tutta la malvagità che gli mostrammo?».
- 16 Allora diedero un incarico a Giuseppe, dicendo: «Tuo padre, prima di morire, ha ordinato dicendo:
- 17 “Dite questo a Giuseppe: ‘Dai! Ti prego! Perdona la trasgressione dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti mostrarono malvagità! Ti prego, perdona adesso la trasgressione dei servi del Dio di tuo padre’”». E Giuseppe pianse quando gli si parlò così.
- 18 E andarono anche i suoi fratelli, si gettarono d’avanti a lui e dissero: «Eccoci a te come servi!».
- 19 Ma Giuseppe disse loro: «Non temete! Per caso io sono al posto di Dio?
- 20 Se pensaste la malvagità su di me, Dio ha pensato di renderla utile col fine di fare quanto oggi stesso avviene, cioè per tenere in vita un popolo numeroso!
- 21 Ma ora, non temete! Io sosterrò voi con i vostri bambini». Allora, confortandoli, parlò al loro cuore.
- 22 E Giuseppe abitò in Egitto, lui e la casa di suo padre. E Giuseppe visse 110 anni.
- 23 Così Giuseppe vide i figli di Efraim fino alla terza generazione; anche i figli di Makir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe.
- 24 Poi Giuseppe disse ai suoi fratelli: «Io sto per morire, ma Dio certamente vi visiterà e vi farà risalire da questa terra presso il paese che giurò per Abraamo, per Isacco e per Giacobbe!».
- 25 E Giuseppe fece giurare ai figli di Israele, dicendo: «Dio vi visiterà certamente, e voi farete salire le mie ossa da qui!».
- 26 Poi Giuseppe mori all’età di 110 anni e lo imbalsamarono; fu deposto in un sarcofago, in Egitto.