GENESI · CAPITOLO 21

Genesi 21 - Testo biblico

Genesi 21 nella traduzione italiana di Daniele Salamone. Seleziona il numero di un versetto per aprire la sua pagina permanente e gli approfondimenti disponibili.

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Versetti del capitolo 21

  1. 1 E YHWH prese in considerazione Sara, come aveva detto; YHWH fece a Sara per come aveva parlato.
  2. 2 Così Sara concepì e partorì nella vecchiaia di Abraamo un figlio, proprio nel periodo che Dio aveva annunziato.
  3. 3 Poi Abraamo chiamò il nome di suo figlio, colui che gli è nato e che Sara gli ha partorito, “Isacco”.
  4. 4 Poi Abraamo circoncise suo figlio Isacco quando aveva 8 giorni, proprio come Dio gli aveva comandato.
  5. 5 Abraamo aveva 100 anni quando gli nacque suo figlio Isacco.
  6. 6 E Sara disse: «Dio mi ha fatta sorridere; chiunque lo saprà riderà per me!»,
  7. 7 e aggiunse: «Chi lo avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe allattato figli? Perché ha partorito un figlio nella sua vecchiaia!».
  8. 8 E quando il bimbo crebbe e fu svezzato, nel giorno dello svezzamento di Isacco, Abraamo organizzò un gran banchetto.
  9. 9 Intanto Sara notò che il figlio di Agar la Egiziana, che aveva partorito ad Abraamo, rideva.
  10. 10 E riferì ad Abraamo: «Caccia via questa domestica insieme a suo figlio, affinché il figlio di questa domestica non sia erede con mio figlio, con Isacco».
  11. 11 E la faccenda riguardo suo figlio dispiacque molto agli occhi di Abraamo.
  12. 12 Ma Dio disse ad Abraamo: «Non dispiacerti per il ragazzo [né per la] tua domestica; ascolta tutto quello che Sara ti dice poiché Isacco la tua discendenza [porterà il tuo] nome;
  13. 13 e anche del figlio della domestica farò una grande nazione poiché egli è tua discendenza».
  14. 14 E Abraamo si alzò di mattina presto, prese del cibo, un otre d’acqua e li diede ad Agar riponendoglieli sulle spalle, e insieme al bambino la mandò via; andandosene ella vagò nel deserto di Beer-Sceba.
  15. 15 Quando finì l’acqua, abbandonò l’otre e il bambino sotto a un cespuglio
  16. 16 e lei andò a sedersi più avanti, alla distanza di tiri d’arco poiché diceva: «Non voglio assistere nella morte del bambino!»; ella si sedette in disparte ed alzò la voce e pianse.
  17. 17 Ma Dio udì la voce del ragazzo, e dal cielo un messaggero di Dio chiamò Agar, dicendole: «Cos’hai, Agar? Non preoccuparti, perché Dio ha ascoltato la voce del giovane lì dov’è!
  18. 18 Àlzati, prendi il giovane e tienilo stretto per mano perché farò di lui una grande nazione!».
  19. 19 E Dio le aprì gli occhi, così che ella notò una sorgente d’acqua e andò a riempire l’otre di acqua dandone da bere al giovane.
  20. 20 E Dio fu con il giovane, crebbe abitando nel deserto e diventò un tiratore, un arciere.
  21. 21 Ed egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli procurò una moglie dal paese di Egitto.
  22. 22 E fu in quello stesso periodo che Abimelec—accompagnato da Ficol, ufficiale del suo esercito—disse ad Abraamo: «Dio è insieme a te in tutto quello che tu fai!
  23. 23 Adesso, giurami qui, in Dio, che non ingannerai né me né la mia prole né la mia progenie; così come ho avuto benevolenza nei tuoi confronti permettendoti di soggiornare nel mio paese, farai altrettanto tu con me!».
  24. 24 E Abraamo disse: «Lo giuro!».
  25. 25 Poi Abraamo reclamò ad Abimelec circa la questione della sorgente d’acqua che i servi di Abimelec gli avevano sottratto.
  26. 26 Ma Abimelec disse: «Non so chi abbia fatto questa cosa, tu stesso non mi hai detto nulla e sto sapendo questa cosa soltanto oggi».
  27. 27 Perciò Abraamo prese del gregge e del bestiame, li consegnò ad Abimelec ed entrambi strinsero un patto.
  28. 28 Abraamo mise da parte sette agnelli dal gregge
  29. 29 e Abimelec chiese ad Abraamo: «Cosa sono questi sette agnelli che hai messi da parte?».
  30. 30 Egli rispose: «Che questi agnelli che prendi dalla mia mano possano essere come testimonianza del fatto che io ho scavato questa sorgente».
  31. 31 A tal motivo quel luogo fu chiamato “Beer-Sceba”, poiché fu là che entrambi fecero un giuramento.
  32. 32 E così strinsero alleanza in Beer-Sceba; Abimelec si alzò—con Ficol, ufficiale del suo esercito—e fecero ritorno verso il paese dei Filistei.
  33. 33 Egli piantò un tamarindo in Beer-Sceba, invocando là in nome di YHWH: “Potente Eterno”.
  34. 34 E Abraamo soggiornò nel paese dei Filistei per molto tempo.