Commento esegetico a Genesi 7,13
Commentario di Daniele Salamone · Redazione esegetica 2026
L’espressione בְּעֶצֶם הַיּוֹם הַזֶּה (bəʿeṣem hayyôm hazzeh), resa «in quello stesso giorno», attribuisce alla scena dell’ingresso una collocazione temporale solenne. La locuzione ricorre in punti nei quali la narrazione della Torah insiste sull’esecuzione di un atto in un giorno determinato, come nel racconto della circoncisione di Abraamo e nella memoria dell’uscita dall’Egitto (Gen. 17,23.26; Es. 12,41.51). Nel racconto del Diluvio essa rinvia alla data già precisata dell’inizio del Diluvio (Gen. 7,11); non propone un calendario alternativo e neppure obbliga a immaginare che la famiglia abbia compiuto due ingressi separati. La prima descrizione del v. 7 aveva riferito l’azione sommariamente; qui la medesima soglia viene ripresentata con il linguaggio della decisione irrevocabile. La formula segnala la convergenza dell’ora annunciata e dell’atto di obbedienza.
Il Testo Masoretico elenca espressamente Noè, Sem, Cam, Iafet, la moglie e le tre nuore. Nella mia traduzione ho preferito «Noach e sua moglie, i suoi tre figli e le mogli dei suoi figli», mettendo a fuoco il gruppo familiare nel momento dell’imbarco; i nomi dei figli sono già stati stabiliti nella genealogia e torneranno fondamentali nell’organizzazione del mondo successivo al Diluvio (Gen. 5,32; 6,10; 10,1). La formulazione italiana è pertanto una condensazione dell’elenco e non un’esclusione dei personaggi presenti nell’originale. Il dato genealogico resta intatto nella trama: saranno queste tre linee familiari, insieme alle rispettive mogli, a introdurre la nuova fase della storia umana.
In questa descrizione non è indicato il nome di nessuna delle quattro donne, e non è fornita una valutazione particolare della loro condotta. L’assenza è coerente con l’orientamento maschile delle genealogie antiche, ma non riduce la loro funzione reale nella vicenda: senza le mogli, il programma di continuità generazionale rimarrebbe narrativamente impraticabile. L’unità del v. 13 è dunque insieme cronologica e familiare. Il giorno della catastrofe non è soltanto una data nella storia delle acque; è anche il giorno nel quale otto persone entrano nello spazio che ne custodirà la futura discendenza. In tale contesto i nomi dei figli anticipano la geografia dei popoli successivi senza trasformare già questo capitolo in un racconto di nazioni o di confini etnici.
Bibliografia