GENESI · CAPITOLO 4 · VERSETTO 21

Genesi 4,21 – Commentario esegetico

Testo della traduzione biblica italiana

4,21 Il nome di suo fratello fu Iubal, colui che fu il padre della tenda e del bestiame.

Traduzione © Daniele Salamone · Apri nel lettore biblico interattivo

Contesto del passo

Commento esegetico a Genesi 4,21

Il fratello di Iabal porta il nome יוּבָל (yûḇāl), «Yuval», foneticamente affine a יָבָל (yāḇāl). L'assonanza collega i due personaggi nella memoria della genealogia, ma non dimostra una nascita gemellare o una etimologia unitaria. La formula che lo descrive nel testo ebraico è אֲבִי כָּל־תֹּפֵשׂ כִּנּוֹר וְעוּגָב (ʾăḇî kol-tōp̄ēś kinnôr wəʿûḡāḇ), «padre di tutti quelli che maneggiano il kinnôr e l'ʿûḡāḇ». Il participio תֹּפֵשׂ (tōp̄ēś), «afferrare», «maneggiare», è applicato concretamente alla pratica strumentale, che richiede abilità acquisita e trasmessa. כִּנּוֹר (kinnôr) è uno strumento a corde, comunemente identificato come lira o cetra; עוּגָב (ʿûḡāḇ) viene per tradizione associato a uno strumento a fiato, ma la sua esatta costruzione organologica non è ricavabile dal solo vocabolo. Non è quindi opportuno rappresentarlo senza riserve come un flauto traverso o un altro strumento moderno. Il testo assegna a Yuval una funzione di capostipite della pratica musicale, non la paternità biologica di ogni musicista esistito e neppure una data archeologica per l'invenzione della musica. La presenza dell'arte in questa genealogia ha un valore antropologico autonomo: la discendenza di Caino non viene caratterizzata esclusivamente mediante l'omicidio, ma anche attraverso la capacità umana di elaborare suoni, costruire strumenti e trasmettere competenze.

È necessario segnalare una discordanza nell'edizione di riferimento senza alterare la traduzione biblica di Daniele Salamone, qui riportata integralmente: la sua formulazione per questo versetto ripete «padre della tenda e del bestiame», mentre il testo ebraico di (Gen. 4,21) presenta esplicitamente il kinnôr e l'ʿûḡāḇ. Quest'ultima espressione appartiene alla descrizione di Yuval e non a quella di Iabal; la tenda e il bestiame erano già stati nominati nel versetto precedente. Il chiarimento è filologico ed editoriale, non una nuova traduzione surrettiziamente sostituita a quella dell'autore. Nelle Scritture successive il kinnôr sarà impiegato in contesti diversi, dalla pratica musicale di corte alla lode e al lamento (1 Sam. 16,16-23; Sal. 33,2; 137,2). Non esiste, dunque, una base per qualificare come idolatrica la musica di Yuval solo perché collocata nella genealogia di Caino, né per attribuirgli un ruolo sacerdotale non menzionato. La forma musicale potrà accompagnare contenuti morali differenti: questa possibilità diverrà particolarmente visibile nel canto di Lamec, ma sarà la poesia di quest'ultimo, non il mestiere del musicista, a dover essere giudicata per il proprio contenuto.

Bibliografia

  • Salamone Daniele, Torah Study Bible. Bereshit, TSB, s.l. 2022–2026, p. 15.
  • Salamone Daniele, Genesi. Nuovissimo Commento alla Torah, Yeshivat HaDerek, s.l. 2025, pp. 61–62.
  • Sarna Nahum M., The JPS Torah Commentary: Genesis, Jewish Publication Society, Philadelphia 1989, pp. 36–38.
  • Soggin J. Alberto, Genesi 1–11, Marietti, Genova 1991, pp. 101–103.

Consulta il capitolo completo per leggere il versetto nel suo contesto letterario: Genesi 4.