GENESI · CAPITOLO 4 · VERSETTO 22

Genesi 4,22 – Commentario esegetico

Testo della traduzione biblica italiana

4,22 Anche Zilla partorì con Tubal-Cain, affilatore di ogni strumento per incidere bronzo e ferro. La sorella di Tubal-Cain fu Naama.

Traduzione © Daniele Salamone · Apri nel lettore biblico interattivo

Contesto del passo

Commento esegetico a Genesi 4,22

La terza specializzazione culturale viene attribuita a תּוּבַל קַיִן (tûḇal qayin), «Tuval-Qain», figlio di Tzillah, attraverso una frase ebraica difficile: לֹטֵשׁ כָּל־חֹרֵשׁ נְחֹשֶׁת וּבַרְזֶל (lōṭēš kol-ḥōrēš nəḥōšeṯ ûḇarzel). לֹטֵשׁ (lōṭēš) è un participio collegato a לָטַשׁ (lāṭaš), verbo che può indicare l'affilare o il lavorare con precisione una superficie; חֹרֵשׁ (ḥōrēš) è stato compreso come «artigiano», «lavoratore», oppure accostato alla lavorazione e all'incisione di materiali. Le traduzioni oscillano dunque fra una descrizione del fabbro, del forgiatore e dell'affilatore di strumenti. Il punto accertabile è la competenza tecnica attribuita al personaggio, non la forma degli utensili fabbricati: il testo non dichiara che fossero esclusivamente armi, né che ogni altro essere umano ignorasse in precedenza il lavoro manuale. Il sostantivo נְחֹשֶׁת (nəḥōšeṯ) può essere reso «rame» o «bronzo» a seconda del contesto, mentre בַּרְזֶל (barzel) designa il ferro. L'accostamento dei due metalli appartiene al linguaggio della tradizione biblica e non permette di fissare, sulla base del solo versetto, la data della prima fusione del ferro o la precisa fase della metallurgia protostorica alla quale il narratore starebbe alludendo.

In una prospettiva storico-culturale la metallurgia modifica in profondità il rapporto fra l'uomo e la materia, perché rende possibile produrre strumenti più efficaci per molte attività: agricoltura, carpenteria, trasporto, costruzione, ornamentazione e, certamente, guerra. La Genesi non distingue qui tali impieghi né costruisce un nesso causale necessario fra l'abilità di Tuval-Qain e la violenza di Lamec. Sarebbe un errore leggere la genealogia come una teoria ingenua secondo cui l'invenzione del metallo genera automaticamente il delitto; altrettanto inadeguato sarebbe dedurne che il progresso tecnico assicuri il perfezionamento morale della società. Il valore letterario della successione è più sottile: accanto alla crescita delle capacità umane il narratore colloca una parola che esalterà la ritorsione, affidando al lettore la percezione di una possibilità di disaccordo fra competenza e giustizia. Il nome composto Tuval-Qain è stato inoltre messo in rapporto con etnonimi e tradizioni artigianali del Vicino Oriente, ma tali confronti non consentono di identificare il personaggio con una popolazione storica accertata o con una determinata officina archeologica.

La notizia si conclude nominando נַעֲמָה (naʿămâ), «Naamah», sorella di Tuval-Qain. Il nome è spesso avvicinato alla radice נעם (n-ʿ-m), connessa a piacevolezza e gradevolezza; tale possibilità linguistica non costituisce una biografia, e il testo non attribuisce a Naamah un mestiere, un matrimonio o un ruolo cultuale. Alcune tradizioni giudaiche e successive l'hanno identificata con personaggi non nominati della storia del diluvio oppure le hanno assegnato funzioni simboliche differenti; questi sviluppi appartengono alla ricezione e non devono essere usati per riempire la lacuna della Genesi. La sua menzione individuale, senza ulteriore spiegazione, è tuttavia un dato letterario degno di attenzione: la genealogia non si riduce completamente ai fondatori maschili di mestieri, e conserva anche il nome di una donna la cui memoria il narratore non collega a un'impresa specifica. Il rispetto di questo silenzio è parte del metodo esegetico: non ogni nome possiede una storia implicita che l'interprete sia autorizzato a raccontare.

Bibliografia

  • Salamone Daniele, Torah Study Bible. Bereshit, TSB, s.l. 2022–2026, p. 15.
  • Salamone Daniele, Genesi. Nuovissimo Commento alla Torah, Yeshivat HaDerek, s.l. 2025, pp. 61–62.
  • Sarna Nahum M., The JPS Torah Commentary: Genesis, Jewish Publication Society, Philadelphia 1989, pp. 36–38.
  • Soggin J. Alberto, Genesi 1–11, Marietti, Genova 1991, pp. 101–103.

Consulta il capitolo completo per leggere il versetto nel suo contesto letterario: Genesi 4.